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Jun 14, 2020

ODIO Y POLÍTICA. VÍDEO

Video del debate telemático "O ódio à política e a política do ódio" con el Prof. Dr. Gonçal Mayos (UB), la Prfa. Dra. Karine Salgado (UFMG) y el Prof. Msc. Daniel Capecchi Nunes (UFRJ), moderado por el Prof. Dr. Philippe Oliveira de Almeida (UFRJ). 

Apr 22, 2020

MIRADA EMMORDASSADA


Les imatges són molt perilloses per al poder perquè, com el nen del conte, mostren que va nu. Per això el poder vol tractar els fotògrafs (i les càmeres fotogràfiques) com a gossos perillosos. Els vol lligar amb corretges per a que no escapin al seu control, ni puguin fer la seva funció crítica, que és posar llum a la realitat i fer de taquígrafs.

Els vol posar morrions i mordasses (metafòrics però reals) per a que no el puguin denunciar, mostrar, despullar, visibilitzar, mossegar... El poder interpreta la veritat i la imatge real com un perill, com unes dents que l’ataquen, el lliguen, el debiliten i l’impedeixen posar en acció tota la seva força coercitiva.

Sep 24, 2018

VÍDEO: PENSAMIENTO ÚNICO ¿para qué sirve la FILOSOFÍA?


 
Vídeo d'uma entrevista internacional com o filósofo e Prof. Dr. Gonçal Mayos Solsona, da Universitat Barcelona ().

Jun 30, 2016

VIURE PATOLÒGIC



Com veiem, les patologies emblemàtiques que resulten de la societat actual són tot el contrari del que van viure els nostres pares. L'oci ja no és “la causa de tots els vicis”, sinó que pràcticament ha esdevingut impossible, perquè fins i tot la diversió, el consum i el desenvolupament personal han esdevingut una necessitat indefugible.

Fins i tot, si la nostra societat està amenaçada per la decadència, aquesta serà del tot diversa a la caiguda de l'Imperi Romà teoritzada per Gibbons. Avui molt poques elits –tot i ser més riques que cap abans– es poden apartar dels seus “deures” d'acumulació (poder, riqueses...) i de la vigilància dels seus interessos.

Mar 11, 2016

TURBO GLOBALIZZAZIONE E PENSIERO UNICO


Stiamo assistendo ad una progressiva turbo globalizzazione ed al pericolo di un pensiero unico sempre più pregnante. Tutto è diventato “globale”, ma siamo sicuri che riguardi indistintamente i vari aspetti della vita?

Senza dubbio interessa la crisi economica e le bolle speculative, il rischio e la tecnologia, la cultura e la “società dello spettacolo”, la geopolitica e la governabilità, l'instabilità ed i rapidi cambiamenti, le migrazioni e la delocalizzazione industriale, il terrorismo e la “guerra asimmetrica”...
 
Purtroppo non riguarda: i diritti (nonostante si chiamino “umani”), la qualità della vita, la cittadinanza, lo stato sociale, la libertà politica...
 
Il libro Macrofilosofia della Globalizzazione e del pensiero unico fornisce gli strumenti per comprendere e per poter gestire il nostro angosciante presente. Dobbiamo superare il conformismo lo scoramento postmoderno, le vecchie ideologie ed il disorientamento causato dalla spettacolarizzazione degli avvenimenti e dagli approcci settoriali, ultraspecializzati e acritici.
 
Con uno stile chiaro, rigoroso e interdisciplinare, Gonçal Mayos analizza la complessità delle società moderne per farci riappropriare del nostro presente e per ricostruire una genealogia moderno-occidentale, evitando di “vederla” come l'unica possibile. Solo attraverso la consapevolezza delle sue cause e dei suoi effetti, potremo reindirizzare in modo più giusto e solidale il disumano capitalismo neoliberista e turboglobalizzato.
 
Macrofilosofia della Globalizzazione e del pensiero unico di Gonçal Mayos è un testo sintetico che, tuttavia, vuole essere in primo luogo un mezzo per una presa di coscienza e di comprensione critica di un mondo che ci viene “venduto” come privo di alternative, e –a volte– addirittura “senza futuro”.
 
Macrofilosofia della Globalizzazione e del pensiero unico e 'tradotto da Cristiano Procentese e Ruben Omar Mantella e rivisto da Cristiano Procentese. Ed. Lingkua. ISBN ebook: 9788498976410
 
Vedi post: MACROFILOSOFIA DELLA GLOBALIZZAZIONE E DEL PENSIERO UNICO  e TURBO GLOBALIZZAZIONE E PENSIERO UNICO.
 
 

Feb 28, 2016

UTOPIA E PENSIERO CRITICO

Questa ricerca si propone di offrire una ricostruzione complessiva degli aspetti salienti dell’utopia. le riflessioni si focalizzano attorno al tentativo di pervenire ad una comprensione non riduttiva dell’universo utopico. L’utopia abbraccia una vasta gamma di ambiti diversi che vanno dall’ideologia alla religione, dalla filosofia sociale, alla filosofia politica e all’economia; rappresenta, dunque, un valido strumento d’indagine per analizzare la pluralità delle diverse dimensioni delle relazioni sociali.
Gli ultimi decenni, anche a causa della pessimismo della ragione moderna e del pensiero debole, si sono caratterizzati per una crisi ed una sfiducia generalizzata nei confronti della politica e dall’affermazione dell’ideologia neoliberale.La speranza è riposta nei nuovi movimenti sociali che si stanno dimostrando i più strenui difensori dell’ambiente e dei beni comuni.
Grado di Innovazione: A mio parere il grado d’innovazione della tesi sta nel fatto di aver cercato di cogniugare il pensiero utopico, partendo dalle origini, con un fenomeno contemporaneo come il cosiddetto “pensiero unico”.
Utopia versus pensiero unico. Il cammino del pensiero utopico come ricerca di un’alternativa globale de CRISTIANO PROCENTESE. Relatores: Giuseppe Goisis (Università “Ca’ Foscari” di Venezia) e Gonçal Mayos (UB).

Jan 15, 2016

ONTOLOGIA DEL PRESENT O MORT DE LA FILOSOFIA?


Vivim un present complex i contradictori, on la filosofia és rebutjada en molts àmbits, tot i ser una de les necessitats intel.lectuals i vitals més peremptòries. El pensament únic hegemònic considera supèrflua i substituïble la filosofia per a poder -així- dominar de manera més aclaparadora.

Si hi ha un pensament crític, plural i no-únic és la filosofia, que sempre ha encarat les dificultats complexes de l'existència, alhora que ha denunciat com a imposicions les preteses evidències o lògiques del Poder. La filosofia sempre ha avaluat críticament totes les certeses i "veritats" en conflicte, cercant argumentativament les més sòlides, rigoroses i emancipatòries.


J. Escales (pres. CCLleidatà) i G. Mayos
Potser sovint no ha aconseguit ser completament lliure i crítica però, quan s'ha fet callar o s'ha eliminat la filosofia, sobretot han guanyat el dogmatisme, la violència, l'estupidesa, la claudicació i la més banal indiferència. La filosofia no es fa a costa de la resta de sabers útils per a la humanitat (medicina...), sinó que els complementa i realimenta críticament. Això vol dir que sempre els planteja preguntes, reptes i crítiques, alhora que els mostra alguns errors, debilitats, oblits i claudicacions.

Per això la filosofia no sol ser ben rebuda pels "experts" i els "mandarins culturals o polítics" ja que tendeix a debilitar el seu poder, orgull, vanitat i domini. Però aquest menyspreu -que sovint és por- la fa més necessària, com passa avui! Ja aproximant-nos a la segona dècada del segle XXI, la filosofia lluita en contra d'un pensament únic de gran potència productiva i performativa, però que ha renunciat totalment a tenir cura del món, de la humanitat, de la naturalesa, del present i el futur.

Jan 4, 2016

MACROFILOSOFIA DELLA GLOBALIZZAZIONE E DEL PENSIERO UNICO


 
«Pericolo della nostra cultura: apparteniamo ad un tempo la cui cultura è in pericolo di affondare a causa dei (propri) mezzi di cultura» F. Nietzsche, Umano troppo umano. 

Gli attentati alle Torri Gemelle di New York dell’undici settembre duemilauno segnano un cambio epocale: significano la fine di una «sbornia» postmoderna e dell’idea ingenua della «fine della storia» di Fukuyama (1992); il dibattito internazionale viene occupato dalle questioni della globalizzazione, del «Pensiero Unico» (Ignacio Ramonet nel 1995 in un famoso editoriale di Le Monde Diplomatique), e dello scontro di civiltà di Huntington (2005) e, poco dopo, dalla crisi ipotecaria e finanziaria. 

Dello schema mentale della Guerra Fredda prima e della postmodernità poi, sopravvive ai giorni nostri un unico consenso chiaro, quello della «globalizzazione» e dell’egemonia dei «mercati globali». Un consenso che si impone ai moderni Stati-Nazione, alle gerarchie economico-tecnologiche internazionali, fino ad ora inespugnabili, ai debiti «sovrani», al welfare state che tanto è costato creare e, in modo particolare, si impone alle stesse culture, alle aspettative di individui e popolazioni intere. Come spiega Edward Luttwak (2000), la globalizzazione comporta nuovi vincitori e nuovi vinti, fino al punto in cui, oggi, sembra essersi imposta alla stregua del «giudizio universale» della storia (il «Weltgericht» di cui scrivevano Schiller o Hegel) che tutto governa. 

Possiamo definire la «globalizzazione» come un processo complesso di lunga durata che evidenzia gli aspetti comunicativi e di interdipendenza in tutto il pianeta. Nel mondo francofono si usa abitualmente il termine «mondializzazione», noi preferiamo usare la parola di origine anglosassone «globalizzazione» e consideriamo i due termini come sinonimi. Trovandoci davanti a ciò che di più simile può esserci ad un totale e totalizzante «giudizio universale», ci sembra controproducente distinguere —come pretendono alcuni— tra una «mondializzazione» nel senso economico, geografico e tecnologico, ed una «globalizzazione» culturale e unificatrice (di cui l’estremo ultimo sarebbe il PU).



Nov 22, 2015

TURBOGLOBALIZZAZIONE E PENSIERO UNICO: IL TERRORISMO COMO ESEMPIO

Senza dubbio oggi siamo soggetti ad una progressiva turboglobalizzazione sempre più impattante in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Per questo anche il terrorismo è divenuto globale e segna le nostre vite in una angosciosa “estimità” (una richiesta di effige d'intimità  resa pubblica all'ennesima potenza).
Riassumendo alcuni momenti topici possiamo ricordare che la brutalità dell'11 settembre del 2001 è stato solo l'inizio. Come nei peggiori momenti della “Guerra fredda” si è entrati in una dialettica di azione-reazione, e in una chiara  dinamica turboglobalizzata. Oramai non avviene più a mo' di scambi tra spie in luoghi segreti (come ad esempio, Il terzo uomo), ma sull'estimità", piena di insidie,  dei mezzi di comunicazione globali.

Lo scontro di civiltà di Huntington continua nel “terrorismo globale”  "alimentandosi sia della "società del simulacro di "Baudrillard che dello “schermo globale” di Lipovetsky. La vecchia “scacchiera bipolare” è stata sostituita da  un sistema geopolitico e mediatico molto più complesso, dove tutti quanti competono per il potere, le armi, il petrolio, il denaro, la visibilità oltre che per imporre il proprio punto di vista agli altri.


In questo complesso i notiziari dei  grandi network televisivi sono ancor più decisivi degli eserciti, dei droni e molto più importanti- purtroppo- della perdita di vite umane di ogni fazione. La CNN, insieme ad altri canali d'informazione, compete con Al Jazira per conquistare l'egemonia nel sempre più onnipresente internet e nei nuovi sociali network.

Nov 19, 2015

TURBOGLOBALIZACIÓN Y PENSAMIENTO ÚNICO: TERRORISMO COMO EJEMPLO



Sin duda hoy nos domina una acelerada turboglobalización cada vez más impactante en todos los aspectos de la vida cotidiana. Por eso incluso el terrorismo ha devenido “global” y marca nuestras vidas en una angustiosa “extimidad” (un pretendido simulacro de intimidad fácilmente publicitado hasta el infinito).

Sintetizando algunos momentos clave, podemos recordar que la brutalidad del 11 de septiembre del 2001, fue sólo el inicio. Como en los peores momentos de la “Guerra fría” se entró en una dialéctica de acción-reacción en una clara dinámica turboglobalizada. Ya no se producía en la oscuridad de los antros e intercambios de espías (p.e. la Viena de El tercer hombre), sino en la muy tramposa “extimidad” de los medios globales de comunicación.

El choque de civilizaciones de Huntington pervive en el “terrorismo global” alimentándose tanto de la “sociedad del simulacro” de Baudrillard como de la “pantalla global” de Lipovetsky. El viejo “ajedrez bipolar” ha sido sustituido por un mucho más complejo “tablero” geopolítico y mediático, donde todo el mundo compite por poder, armas, petróleo, dinero, visibilidad y por imponer su propio discurso al de los demás.  

E
n él las grandes cadenas “de noticias” son tanto más importantes que las divisiones, los drones y mucho más que –tristemente- las pérdidas humanas de cada bando. Con muchas otras agencias, la CNN compite con Al Jazira y, todas, intervienen con voluntad hegemónica en la cada vez más omnipresente Internet y las nuevas redes sociales.


Nov 9, 2015

CAPITALISMO: UNA MACROFILOSOFÍA



El capitalismo es sin duda el fenómeno más complejo de la actualidad y –también- el que más astutamente se nos escabulle de entre los dedos. El turboglobalizado capitalismo actual nos afecta en la práctica totalidad de los aspectos de nuestras vidas. Queramos o no, estamos e incluso “somos” en él. 

Es nuestra “condición” aunque para algunos sea una especie de “cielo” y para la mayoría lo más parecido al infierno en la Tierra. Como en Rebelión en la granja de Georges Orwell en cierta medida todos nos igualamos ante el monstruo del capitalismo, si bien lamentablemente algunos siempre serán “más iguales” que los otros. Pues tiene la conflictiva e inestable dualidad que reflejan desde Fritz Lang en su Metrópolis, hasta Martin Scorsese en The Wolf of Wall Street, pasando por las diversas versiones de Upstairs, Downstairs.

Jul 1, 2015

BELIGERÀNCIA CULTURAL=IMPOTÈNCIA ECONÒMICA?


Era poderosíssim l’imaginari (però també el poder efectiu) de l’Estat-nació modern, ja que generava uns marcs “nacionals” on era plenament sobirà: l’institucional político-administratiu, un mercat econòmic totalment propi, una ciutadania totalment identificada en i per la “nacionalitat”, i –finalment- una cultura i educació construïdes i pensades bàsicament des del marc “nacional” (ja que inclús l’anomenada “història universal” en solia ser un adequat apèndix subordinat).

Avui però –enmig de la crisi econòmica i social més forta en segles- l’Estat-nació apareix amb una sorprenent debilitat, si bé en absolut no es pot preveure la seva propera desaparició. Al nostre parer, l’Estat-nació no és en perill real de desaparició i inclús continua sent el principal agent polític i social en l’actualitat. Això sí, ha perdut poder sobirà i, en molts aspectes, ha de plegar-se davant els "mercats" turboglobalitzats, com –ara per ara- també ho han de fer lamentablement la política i tots els instruments democràtics.

L'actual turboglobalizació monàdica en l'econòmic, tecnològic i financer fa que els grans paràmetres econòmics es decideixin fora de la formalitat política democràtica. Els anomenats reverencialment "mercats" són avui forces desfermades, que cap Estat-nació no pot controlar, ni tampoc cap organització internacional com el BM, el FMI o la OMC. Certament, són moltes les veus que s’alcen a favor d’estructurar, controlar i democratitzar l’actual capitalisme neolliberal mundial. Sens dubte això és condició per a minimitzar uns rics globals que són intrínsecs al nostre model de societat (U. Beck 2007 i 2006), però que ara són absolutament desfermats, provocant la crisi post2008 o –inclús- la impunitat de tàctiques nacionals i internacionals qualificables de “pirateria” financera.

Nov 2, 2014

TURBOGLOBALIZAÇAO E OS 'FENOMENOS INTER'

 

Observamos uma correlação significativa entre a atual turboglobalização e os três importantes fenômenos contemporâneos estudados neste simpósio: interculturalidade, interconstitucionalidade e interdisciplinaridade. Por razões de espaço, vamos comparar e analisar, principalmente, os dois primeiros aspectos. Vamos deixar para outro momento a análise concreta da interdisciplinaridade.
 
Nossa tese é que as sociedades atuais –globalizadas e em rápida mudança– geram profundos “fenômenos inter”, os quais constituem algumas de suas características mais complexas, definidoras e causadoras de novos desafios e conflitos. Concretamente, muitos antagonismos sociais, tanto no plano nacional como no internacional, aparecem cada vez mais vinculados a esses novos “fenômenos inter”.

Jul 18, 2014

FENÓMENOS INTER


¿Responden a causas y mecanismos similares los procesos actuales de interculturalidad, interconstitucionalidad e interdisciplinariedad? Más allá de la mera coincidencia de la fórmula gramatical ¿tales "fenómenos inter" son especialmente representativos de nuestra época? ¿Reflejan realidades, dinámicas y procesos  muy específicos de las sociedades avanzadas turboglobalizadas?
 
¿Vale la pena por tanto vincular tales "fenómenos inter" y analizarlos comparativamente? ¿Muestran así aspectos y dispositivos relevantes que permiten entenderlos mejor?

 En el mundo actual, la turboglobalización monádica ha convertido lo económico en totalmente hegemónico, siendo la competencia tecnológica en la fuente más importante de jerarquización entre las potencias y países. Pero, además, cada vez tiene más efectos en lo cultural, político, lo cognitivo e, incluso, en las nuevas subjetivaciones e identidades. Pues está cambiando conceptos e instancias de gran importancia estructurante durante la “modernidad sólida” (Bauman) como los Estados-nación, la tradición, la identidad, los saberes y disciplinas, la soberanía...

Se percibe esta problemática detrás de los grandes debates sobre las sociedades avanzadas actuales que han recibido diversas denominaciones o caracterizaciones. Sin pretender ser exhaustivos, los apuntados cambios son claves para lo que se ha llamado: postmodernidad (Lyotard, Vattimo), sociedad del espectáculo (Debord), capitalismo avanzado (Jameson), pensamiento único (Ramonet), sociedad-red o de la información (Castells), tardo o hiper-modernidad (Lipovetsky), modernidad reflexiva (Giddens, Lash), turbocapitalismo (Luttwak), modernidad líquida (Bauman), sociedad del simulacro (Baudrillard), capitalismo cognitivo, sociedad de la ignorancia...

Nov 21, 2013

PROLETARIADO ES COGNITARIADO



¿Determinan mejor la situación actual los términos “cognitariado” e incluso “precariado” que la tradicional de “proletariado”? Creemos que sí, pues entonces clarificamos un aspecto esencial de la condición contemporánea. “Cognitariado” (y en cierto sentido “precariado”) son expresiones que describen mejor nuestra condición en el actual “capitalismo cognitivo” y la turboglobalizada y postindustrial sociedad del conocimiento.
 

 
Hoy y cada vez más todos los trabajadores (incluso todo el  mundo) estamos al servicio de lo productivo y económicamente rentable. Ese es el mínimo común denominador del actual “pensamiento único”, pues minimiza cualquier otra consideración. Bajo ese pensamiento único y el hegemónico capitalismo cognitivo, en la actualidad todos nos convertimos en trabajadores cognitivos y dependemos totalmente del precio de mercado que obtengamos por nuestra cognición. Es decir nos hemos convertido en “cognitariado” que es –quizás- una nueva clase social o simplemente la condición existencial humana en la actualidad.

 
¿Quiere eso decir que ya no hay “proletarios” ni gente desposeída en la línea de lo que quería indicar con esa palabra Marx? Pues no, eso no es así. En la actualidad hay mucha miseria y la distancia entre ricos y pobres ha aumentado notablemente. Los ricos son cada vez más ricos y los pobres cada vez más pobres. Las nuevas realidades tecnológicas, económicas, sociales, políticas y culturales generan nuevas exclusiones, miserias y precariedades.

Jun 24, 2013

BRASIL ¿CONTRA POLITICA Y OLIGARQUIAS TRADICIONALES?



No se entiende a los indignados, a las manifestaciones brasileiras… y en general a los Nuevos movimientos sociales (NMS) sin valorar la vieja política que rechazan. Hay que entender que -uno de sus consensos y reivindicaciones más básicos, comunes y profundos- es renegar de las políticas y oligarquías tradicionales.



Se oponen a un tipo de política y de partido que muchas veces cae y muestra su condescendiente sumisión a la famosa la ley de hierro de las oligarquías de Rober Michels. Una ley que tiende a promover siempre el gobierno de una minoría y, además, en su beneficio propio, aprovechándose del conjunto de la población. La ley de hierro de las oligarquías suele coincidir con la persistencia lampedusiana (todo debe cambiar para que todo permanezca igual) de elites extractivas.

Jan 22, 2013

BARBÀRIE EN LA CULTURA. I EL PENSAR-VIURE ALTRE?


Walter Benjamin avisava lúcidament que “tot el patrimoni cultural [...] té inevitablement un origen en què no pot pensar. Aquest patrimoni deu el seu origen no només a la suor dels grans genis que l’han creat, sinó també a l’esclavitud anònima dels seus coetanis. No existeix document de cultura que no ho sigui alhora de barbàrie.” Amb similar inquietud, Bertolt Brecht es preguntava amb sarcasme: “Un triomf a cada pàgina [dels llibres d’història]. / Qui en preparava els banquets? / Un gran home cada deu anys. / Qui en pagava les despeses?”

Hem d’acceptar, amb Benjamin i Brecht, que la cultura i la incultura, el coneixement i la barbàrie, soler ser terriblement properes i, sovint, sagnantment indestriables. També en la turboglobalitzada, postindustrial i neolliberal “societat del coneixement”, s’hi amaguen nous tipus de barbàrie, ja siguin banalitzats, ja siguin legitimats per estranyes “necessitats”. Fàcilment els avenços en coneixement i cultura esdevenen poderosos agents de barbàrie ("Coneixement i cultura. Agents de barbàrie?", CIDOB-United Nations University, 2012, en castellà i en anglès).

Quan la “voluntat de poder” domina totalment “l’aspiració al saber” (recordeu la màxima de Francis Bacon “saber és poder”), fàcilment es passa de proclames de progrés a noves formes de dominació. Llavors –com apuntava Clausewitz- el “coneixement” i la seva capacitat tecnològica poden ser simplement nous mitjans per a continuar fent la guerra d’una altra manera i així estendre la barbàrie.

Nov 10, 2012

15M . INDIGNADOS: LA NUEVA POLÍTICA


Los indignados o el movimiento 15M reaccionan sobre todo en contra de la cínica falta de credibilidad en las explicaciones, argumentaciones y “disculpas” que se han dado a la crisis post2008. Los indignados consideran muy mayoritariamente que ello sólo es un caso especialmente grave de una tendencia que se ha convertido en endémica y cínicamente aceptada por las clases políticas. Indigna la indiferencia e incluso crueldad con que se manifiestan hegemónicamente el “pensamiento único”, el neoliberalismo o el “consenso de Washington” en los medios y “los mercados”.
 
La indignación es una respuesta lógica ante la tendencia a un claro empeoramiento de las condiciones de vida a nivel mundial. Especialmente, indigna que no se haga nada para evitarlo, más allá de financiar con enormes sumas a los que causaron la crisis. Indigna que además se promocione conscientemente el mensaje de que sólo hay ese camino (tan costoso socialmente), que no se busca ningún otro y que el futuro será aún peor, en la misma línea.